Gerusalemme
- Parrocchie Canale & Montevirginio
- 25 mar
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Gerusalemme. Settimana Santa ferita dalla guerra, sostenuta dalla preghiera
Gerusalemme: Città Santa per milioni di fedeli in tutto il mondo. Un luogo dove la fede cristiana trova le sue radici più profonde, soprattutto durante la Settimana Santa, cuore del cammino quaresimale. Il Patriarcato Latino di Gerusalemme ha annunciato che, a causa della guerra e dell’instabilità nella regione, non sarà possibile celebrare le tradizionali festività nei Luoghi Santi come di consueto. In una dichiarazione ufficiale, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa ha spiegato che la situazione è in continua evoluzione, rendendo impossibile stabilire un calendario definitivo per i prossimi giorni. Tra le decisioni già confermate c’è la cancellazione della processione della Domenica delle Palme, che ogni anno raduna migliaia di fedeli sul Monte degli Ulivi, diretti verso la Città Santa. Anche la Messa Crismale è stata rinviata, in attesa di un momento più sicuro per celebrarla. Nonostante le limitazioni, le chiese restano aperte. Sacerdoti e comunità continuano a sostenere la vita spirituale, incoraggiando la preghiera e la partecipazione dei fedeli al Mistero Pasquale. L’impossibilità di celebrare insieme si avverte come una ferita profonda. Un’altra, tra i tanti dolori causati dal conflitto. Ma, in questo contesto, l’invito è chiaro: non perdere la speranza. Il Patriarca invita i fedeli a unirsi spiritualmente il 28 marzo, pregando il Rosario per la pace – ciascuno nel proprio luogo, ma con cuori uniti. Perché il messaggio della Pasqua rimane. Anche di fronte all’oscurità, la luce non si spegne. E da Gerusalemme, una certezza continua a risuonare nel mondo: la vita è più forte della morte.




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